Gino

sabato, 17 ottobre 2009

Disservizio pubblico

“Parla con me” di Serena Dandini è inguardabile: un’esibizione di infantilismo politico, di snobismo d’accat­to, di nostalgia dell’egemonia culturale, di narcisismo ai li­miti della chirurgia estetica, di banalità colte, di umorismo di quart’ordine, di supponenza, tanta supponenza (...) ma per­ché il Servizio pubblico deve fi­nanziare la Dandini e i suoi die­ci autori? Perché?"
(Aldo Grasso)

Perché? probabilmente perché in Italia basta attaccare Berlusconi per essere "intoccabile" e fare carriere "lampo"...

Vedi anche "Vilipendio dell’intelligenza nel salotto «colto» di Dandini"

scritto da: Faramir alle ore 11:33 | link | commenti (2)
categorie: politica, rai
venerdì, 16 ottobre 2009

È il Cav. a infettare l'Italia?

"L’Italia è condannata e non si salverà più. Il boia che la uccide è, ovviamente, il malvagio Caimano, vale a dire Silvio Berlusconi. [...]
Ma questa convinzione, molto diffusa tra gli avversari del Berlusca, ci obbliga a una domanda: prima dell’apparizione del Caimano l’Italia era proprio tanto bella? L’età mi concede il privilegio di aver visto, e raccontato sui giornali, com’eravamo prima del fatale 1994, l’anno della discesa in campo di Berlusconi. Sfoglio il mio album della memoria e vengo assalito da uno tsunami di ricordi tutti negativi. Vediamoli insieme, un po’ alla rinfusa e con disordine.

Prima di tutto, la corruzione della casta politica, sfociata nel disastro di Tangentopoli e nel giustizialismo di Mani Pulite, sacrosanto e tuttavia non sempre imparziale, misurato e risolutivo. Poi la mafia, con i suoi crimini. Il terrorismo rosso e nero, la fabbrica di centinaia di assassinati. L’evasione fiscale, cancro antico e mai sconfitto. Il disastro scolastico, drammatico soprattutto ai piani alti, con un sistema universitario tra i peggiori al mondo. L’ignoranza e l’incompetenza dilaganti, sia pure meno di oggi. Il padrinaggio politico che inquinava il mercato del lavoro: niente posto a chi non disponeva di un santo in paradiso.

E ancora. I concorsi truccati, come gli appalti. L’inefficienza dell’apparato amministrativo pubblico, a tutti i livelli, da quello comunale a quello statale. La burocrazia asfissiante. L’assenteismo cronico, un male mai curato. Il disordine urbanistico. L’illegalità edilizia. Il divario terribile fra il Sud e il Nord. L’avarizia sociale. La mancanza di solidarietà. La sicumera imbecille nell’affermare che i diritti vengono prima dei doveri. [...]

In queste ore pessime per tutti, con la crisi economica e sociale che s’intreccia al caos politico, il mantra sta diventando assordante. Anche grandi giornali d’informazione, che avrebbero l’obbligo di mantenere la testa fredda, si abbandonano a un’illusione pericolosa. Quella che induce a pensare: una volta sparito il Caimano, ritornerà l’età dell’oro.

Ho già scritto più volte che di Berlusconi non m’importa niente. Non è il mio premier. Neppure il suo partito è la mia casa politica. Ma conosco bene i polli del pollaio di centro-sinistra. Quando non provo paura, mi fanno ridere. La settimana delle tre domeniche non l’ha ancora inventata nessuno. Credete che ci riesca un governo partorito da Franceschini, o da chi per lui, da Di Pietro e da qualche lunatico rosso? Provate a immaginarli al potere invece che al bar, questi quattro compari. E chiedetevi se non dovremo scappare all’estero."
(Giampaolo Pansa)

scritto da: Faramir alle ore 23:48 | link | commenti
categorie: sinistra, berlusconi
mercoledì, 14 ottobre 2009

E allora perché non una legge anti-cristianofobia?

Su quest'altro tormentone della legge anti-omofobia vi rimando al post di Berlicche (il quale coglie sempre il succo del problema), oltre che ad un editoriale di Avvenire e a questa lettera di alcuni parlamentari che spiegano le ragioni alla base della bocciatura.


scritto da: Faramir alle ore 21:55 | link | commenti (1)
categorie: politica, omosessualità, cattolici, propaganda gay

Diamoci un taglio!

La mia opinione - per quello che conta - sulla questione "Lodo Alfano" e annessi...


scritto da: Faramir alle ore 15:00 | link | commenti
categorie: politica, giustizia, berlusconi
martedì, 13 ottobre 2009

Nobel Pace a Obama! (pare non sia uno scherzo)

Ormai questi bizzarri norvegesi ci hanno abituati ad uscite involontariamente comiche...  il Premio Nobel per la pace del 2007, vinto da Al Gore e dall'IPCC, ancora fa scompisciare dalle risate... d'accordo che avendolo attribuito ad Arafat, sto Nobel potevano darlo anche a Hitler o Stalin, ma insomma... almeno gli lasciassero il tempo di fare qualcosa di concreto a Obama, al di là delle belle parole ed enunciazioni di ideali astratti...

Ma perché stupirsi? Ha perfettamente ragione Peggy Noonan (citata da Fausto Carioti):

«E' stato assurdo che Ronald Reagan, il cui progetto politico condusse alla fine dei gulag e alla caduta del muro di Berlino, e che mise in gioco il suo ruolo personale nel mondo per un sistema che avrebbe protetto il cittadino comune dalla distruzione in un attacco missilistico nucleare, non abbia potuto vincerlo. Ma nessuno ci pianse sopra, e per una ragione: perché ognuno, ogni adulto senziente che si preoccupava di informarsi su simili cose, sapeva che il premio Nobel per la Pace, quando assegnato a una figura politica, è un grande e prestigioso premio assegnato dai liberal ai liberal».

E insieme a Ronald Reagan ci metterei pure Giovanni Paolo II, che ovviamente in quanto capo della Chiesa di Roma e protagonista fondamentale nella caduta del comunismo in Europa, non poteva essere gradito ai membri di un comitato nominato dal Parlamento norvegese, storicamente sbilanciati su posizioni ideologiche socialdemocratiche e ambientaliste, nonché influenzati dalla cultura protestante.

scritto da: Faramir alle ore 00:15 | link | commenti
categorie: usa , pace, nobel
mercoledì, 07 ottobre 2009

L'imam leghista?

Dopo le polemiche e le accuse di razzismo (?) contro le proposte di legge che propongono di vietare il velo integrale, mi piacerebbe sapere se qualcuno accuserà il grande imam di Al Azhar di essere un "cripto-leghista"...

Chissà che anche i buonisti nostrani arrivino a capire la differenza tra precetti religiosi e tradizioni culturali, solitamente imposte dagli uomini per tenere sottomesse le donne.

PS: comunque anche Souad Sbai, parlamentare del Pdl e presidente dell'Associazione Donne Marocchine, è contraria al velo integrale e ha proposto un disegno di legge per proibirlo. Con argomenti molto chiari e per niente "razzisti":

[...]

C'è chi sostiene che noi occidentali non possiamo impedire usanze culturali e religiose agli immigrati che vivono da noi...

«Vorrei sgomberare il campo dai pregiudizi e dai luoghi comuni. Il burqa con la religione islamica non c'entra niente. È un'imposizione degli estremisti, dei fondamentalisti che ormai hanno colonizzato l'Occidente».

 Anche da noi in Italia?

«Sì, senz'altro e con gli estremisti che avanzano non vorrei che diventi normalità anche il burqa».

Ma ci sono donne islamiche che vogliono portare il copricapo e magari anche il burqa..

«Io rispetto le donne che per una scelta religiosa, o una convenzione o anche perchè fanno la chemioterapia si coprono il capo, ci mancherebbe! Ma nella maggior parte dei casi c'è un'imposizione da parte degli uomini e l'uso del burqa diventa la conditio sine qua non per uscire di casa, per non essere segregata, sepolta viva tra le mura domestiche. Nessuno lo ammette. Parlano di identità culturale ma dentro di loro c'è tanta paura. Il velo, comunque, annulla la persona. E bene lo sanno le donne che abitano nei paesi islamici e lottano attraverso le loro associazioni contro questa tortura. In Afghanistan alcune di loro sono state ammazzate o sbattute in galera proprio per la loro battaglia contro il burqa».

[...]

scritto da: Faramir alle ore 17:19 | link | commenti (1)
categorie: islam, lega nord
martedì, 29 settembre 2009

Rai: marchetta rossa la trionferà

Chi fosse davvero (ancora) convinto che in Italia ci sia un "monopolio Berlusconiano" dell'informazione, dovrebbe svegliarsi.
Questo editoriale di Giampaolo Pansa potrebbe servire alla bisogna...


scritto da: Faramir alle ore 23:24 | link | commenti
categorie: sinistra, giornalismo, rai

Anche il Daily Telegraph boccia Dan Brown

In questo articolo apparso sul quotidiano inglese vengono elencati 50 errori trovati nei libri dello scrittore americano.
Se Dan Brown andasse a scuola sarebbe rimandato nelle seguenti materie: Storia, Geografia, Scienze, Religione, Mitologia, Lingua italiana e Cultura generale.

Di sicuro gli errori nei suoi libri sono molti di più, nonostante l'autore dichiari all'inizio che «Tutti i rituali, i fatti scientifici, le opere d’arte e i monumenti descritti in questo romanzo sono veri».
Ma altrettanto sicuramente ci saranno milioni di creduloni che si berranno tutto come se fosse "Vangelo" (scusate l'ironia...) e ne trarranno spunto per criticare la Chiesa cattolica e dimostrare così la propria ignoranza. E Dan incassa felice e contento!

Articoli collegati:
Il Daily Telegraph boccia il romanziere di turno per 50 strafalcioni
Intervista ad Andrea Tornielli, autore di "Processo al Codice da Vinci"

scritto da: Faramir alle ore 22:24 | link | commenti (2)
categorie: letteratura, chiesa cattolica, bufale
venerdì, 25 settembre 2009

E se spegnessimo la TV?

"[...] Che in Italia in questo momento l'informazione non se la pas­si troppo bene è un fatto, ma paragonarsi a San Lorenzo martire, come ha fatto Santo­ro approfittando di un discor­so del card. Bagnasco, pare un filo esagerato.

Brutto segno quando in tv si parla molto di libertà di in­formazione. Come succede di questi tempi. Non significa necessariamente che tale li­bertà sia in serio pericolo. Si­gnifica anche che l'informa­zione si riduce a parlare di sé, stretta in un circolo vizioso, quasi ossessivo, autoreferen­ziale. E poi questi talk si sa co­me funzionano, puzzano di frasi fatte: quelli di sinistra so­stengono una tesi e non si smuovono dalle loro convin­zioni; quelli di destra ne so­stengono un’altra e non si smuovono. Poi ci sono quelli che si danno sulla voce, siste­maticamente, e non si capi­sce niente. Alla fine della sera­ta i convinti sono ancora più convinti, e gli ostili ancora più ostili. Ed Enrico Menta­na, dopo Antonella Clerici e Santoro, dovrà trovarsi un'al­tra ospitata.

In momenti non facili co­me questi, con una Rai che si sta appiattendo molto sui vo­leri del premier e con un gior­nalismo scritto sempre più vi­rilmente cinico e anche baro, verrebbe anche da difendere Santoro. Ma lui, come un'aspide, morde subito. [...] Un suo cavallo di battaglia è la difesa della di­versità: «Coltivando la nostra diversità siamo convinti che la democrazia sarà più forte». Vero, ma la demagogia non pare poi questa grande diver­sità. Ci sono problemi seri che rischiano di perdere cre­dibilità perché qualcuno si prende troppo sul serio, fasti­dioso venditore ambulante della libertà.

(Aldo Grasso, Corriere della Sera)

E se spegnessimo la TV e provassimo a parlare con i nostri figli, giocare con loro, o invitassimo i nostri vicini di casa a cena, oppure...? metteteci quello che volete.


scritto da: Faramir alle ore 23:15 | link | commenti
categorie: mass media
martedì, 22 settembre 2009

Magistratura creativa, per non parlare dei giornalisti

Sembra ormai assodato che una parte della magistratura stia travalicando i confini della propria giurisdizione, puntando a diventare una sorta di "terza camera" oligarchica e autoreferenziale, in antitesi al Parlamento democraticamente eletto.

La recente sentenza di cui tratta questo editoriale di Assuntina Morresi ne è un esempio lampante.
Altro capitolo dolente collegato al precedente è rappresentato da buona parte dei giornalisti italiani. I casi sono due: o costoro sono semplicemente ignoranti e incompetenti (e sarebbe grave), oppure sono in malafede (che sarebbe anche peggio).

In ogni caso, povera Italia.
Non bastava una classe politica iper-litigiosa e spesso non all'altezza della situazione?

 


scritto da: Faramir alle ore 21:52 | link | commenti (1)
categorie: vita, giustizia, mass media, eutanasia, giornalismo alle vongole
sabato, 12 settembre 2009

Le dimissioni di Boffo

Tempo per questo blog - ve ne sarete accorti - ne ho sempre meno, tanto che spesso mi viene voglia di chiudere e basta... ma su questa vicenda assurda bisognava dire qualcosa.
Per fortuna ci hanno pensato i soci di Samizdatonline. Vi rimando quindi a questo editoriale che sottoscrivo in toto.
Ciao!

scritto da: Faramir alle ore 21:03 | link | commenti (4)
categorie: giornalismo alle vongole
sabato, 25 luglio 2009

La censura rossa esiste ancora

Segnalo un contributo di Giampaolo Pansa, di cui cito un passaggio che credo fondamentale, in quanto se non si capisce questa realtà difficilmente si potrà reagire al pensiero unico moralista.

Pubblichiamo la sintesi dell’intervento «Il maledetto revisionista» che sarà presente sul prossimo numero di «Atlantide», quadrimestrale della Fondazione per la Sussidiarietà diretto da Giorgio Vittadini dal titolo "La realtà non è un’opinione", in uscita al Meeting di Rimini (23-29 agosto 2009) e nelle librerie e edicole. Giampaolo Pansa è in libreria anche con il suo ultimo saggio storico, Il revisionista (Rizzoli), dove racconta la sua avventura umana e intellettuale, nata nel segno della nonna, Caterina Zaffiro vedova Pansa, che con il suo fastidio per comunisti, democristiani e fascisti è stata, senza saperlo, un esempio di revisionismo anarchico. 

[...] Adesso l’opinione pubblica fatta emergere dal revisionismo sulla guerra civile è meno povera di prima. Ma si scontra ancora con due grandi difficoltà. La prima è rivelata dal paradosso che connota l’Italia di oggi. Il vecchio Pci è scomparso da vent’anni, dopo la fine dell’Unione Sovietica. E i partiti nati dalle sue ceneri sono sempre più deboli. Eppure l’egemonia culturale rossa resiste ancora. Perché è un’egemonia proprietaria. E sta in piedi grazie a quel che possiede e usa di continuo.
L’elenco delle sue proprietà è lungo. Le cattedre di storia contemporanea in molte università. L’insegnamento della storia nelle scuole medie superiori. Una catena di case editrici. I tanti festival del libro, a cominciare dal rosso Salone di Torino che esclude quasi sempre autori invisi alla sinistra. I premi letterari. I convegni culturali in centri grandi e piccoli. Tanti giornalisti. E parecchi quotidiani. A cominciare da Repubblica: un giornale-partito, dalla pedagogia autoritaria, importante per numero di copie diffuse e per il pensiero unico che fa circolare e riesce ancora a imporre.
Ho descritto una struttura difficile da sgretolare. E che resiste quasi intatta a ogni crisi. È vero che conta meno di un tempo. Però seguita a rimanere in piedi. Assomiglia a un gigante sempre più confuso, ma tuttora in grado di far pesare la propria forza. Ha dalla sua anche una quota della televisione pubblica: la rete 3 della Rai, il suo telegiornale, i suoi programmi culturali. Non è un caso se non sono mai riuscito a presentare i miei libri revisionisti su questa rete. La censura rossa mi ha sempre sbarrato il passo. Trovando molti piccoli censori pronti a obbedire. [...]

scritto da: Faramir alle ore 23:43 | link | commenti
categorie: cultura, trinariciuti, censura sinistra

Mò pure le tombe fenicie...

Di questo passo, tra pochi giorni, ci verranno a dire che a villa Certosa sono custodite le prove dell'esistenza degli extraterrestri, nonché la macchina per viaggiare nel tempo, l'oca dalle uova d'oro, la pietra filosofale, ecc. ecc.

scritto da: Faramir alle ore 23:35 | link | commenti (1)
categorie: idiozia, berlusconi
giovedì, 23 luglio 2009

Lo strano caso delle suore da F1 e altre bufale

Pensavo di non potermi più stupire per il livello raggiunto da buona parte dei giornalisti italiani (soprattutto dopo la deriva gossippara del gruppo L'Espresso-Repubblica), ma dopo questa scoperta devo ricredermi.

Evidentemente, raggiunto il fondo, si stanno dando da fare alacremente con pale e picconi...

scritto da: Faramir alle ore 14:32 | link | commenti
categorie: giornalismo alle vongole, bufale
mercoledì, 22 luglio 2009

Edward Green: the Pope is right about Aids and condom

di Rodolfo Casadei
Nessuno è più al di sopra del sospetto di essere un papista o una quinta colonna dei papisti di Edward C. Green, antropologo della medicina dell’ultrailluminista Università di Harvard. Un accademico più a suo agio con le ricerche e i progetti sul terreno che con quelli dietro alle cattedre e nelle biblioteche. Per 35 anni ha progettato, attuato e valutato programmi di social marketing in 34 paesi del mondo, 17 dei quali africani dell’Africa sub-sahariana, che non avevano per oggetto la distribuzione di Bibbie e rosari, ma di anticoncezionali di tutti i tipi. Inoltre le sue specialità erano e sono, oltre ai programmi per la prevenzione dell’Aids, la valorizzazione delle medicine e dei sistemi sanitari tradizionali, i bambini vittime di conflitti, la salute delle minoranze etniche negli Usa, la salute in rapporto ai problemi ambientali, la conservazione della biodiversità. Insomma, più liberal di così si muore. Ebbene un soggetto siffatto, interpellato sulla nota dichiarazione di Benedetto XVI su Aids e profilattico rilasciata durante il volo verso il Camerun nel marzo scorso che scatenò reazioni da fine del mondo, serenamente risponde: «Con riferimento all’Africa, il Papa ha perfettamente ragione». E dice così non certo per fare la figura del bastian contrario e guadagnarsi un quarto d’ora di celebrità: la serietà di Green è riconosciuta da tutti i suoi colleghi, è autore di cinque libri e di 350 articoli, capitoli di libro, relazioni a conferenze e report tecnici tutti peer-reviewed, cioè selezionati e approvati per la pubblicazione da altri accademici e specialisti riconosciuti. L’antropologo della medicina americano spiegherà per la prima volta le sue posizioni ad un pubblico italiano non specialistico il 25 agosto prossimo a Rimini, in una tavola rotonda intitolata “Aids, un problema culturale”.


[Leggi l'intervista]

[English version]

scritto da: Faramir alle ore 23:19 | link | commenti (2)
categorie: africa, aids, meeting, benedetto xvi

La libertà, se non intende portare alla menzogna e all'autodistruzione, deve orientarsi alla verità, ossia a ciò che veramente noi siamo e corrispondere a questo nostro essere. [...] la libertà umana può consistere solo nell'ordinata concordia delle libertà.
-- Joseph Ratzinger
(Studi Cattolici, 430, dicembre 1996)


E' il dispotismo che puo' fare a meno della fede, non la libertà.
-- Alexis de Tocqueville

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