Su quest'altro tormentone della legge anti-omofobia vi rimando al post di Berlicche (il quale coglie sempre il succo del problema), oltre che ad un editoriale di Avvenire e a questa lettera di alcuni parlamentari che spiegano le ragioni alla base della bocciatura.
C'è chi sostiene che noi occidentali non possiamo impedire usanze culturali e religiose agli immigrati che vivono da noi...
«Vorrei sgomberare il campo dai pregiudizi e dai luoghi comuni. Il burqa con la religione islamica non c'entra niente. È un'imposizione degli estremisti, dei fondamentalisti che ormai hanno colonizzato l'Occidente».
Anche da noi in Italia?
«Sì, senz'altro e con gli estremisti che avanzano non vorrei che diventi normalità anche il burqa».
Ma ci sono donne islamiche che vogliono portare il copricapo e magari anche il burqa..
«Io rispetto le donne che per una scelta religiosa, o una convenzione o anche perchè fanno la chemioterapia si coprono il capo, ci mancherebbe! Ma nella maggior parte dei casi c'è un'imposizione da parte degli uomini e l'uso del burqa diventa la conditio sine qua non per uscire di casa, per non essere segregata, sepolta viva tra le mura domestiche. Nessuno lo ammette. Parlano di identità culturale ma dentro di loro c'è tanta paura. Il velo, comunque, annulla la persona. E bene lo sanno le donne che abitano nei paesi islamici e lottano attraverso le loro associazioni contro questa tortura. In Afghanistan alcune di loro sono state ammazzate o sbattute in galera proprio per la loro battaglia contro il burqa».
[...]Chi fosse davvero (ancora) convinto che in Italia ci sia un "monopolio Berlusconiano" dell'informazione, dovrebbe svegliarsi.
Questo editoriale di Giampaolo Pansa potrebbe servire alla bisogna...
"[...] Che in Italia in questo momento l'informazione non se la passi troppo bene è un fatto, ma paragonarsi a San Lorenzo martire, come ha fatto Santoro approfittando di un discorso del card. Bagnasco, pare un filo esagerato.
Brutto segno quando in tv si parla molto di libertà di informazione. Come succede di questi tempi. Non significa necessariamente che tale libertà sia in serio pericolo. Significa anche che l'informazione si riduce a parlare di sé, stretta in un circolo vizioso, quasi ossessivo, autoreferenziale. E poi questi talk si sa come funzionano, puzzano di frasi fatte: quelli di sinistra sostengono una tesi e non si smuovono dalle loro convinzioni; quelli di destra ne sostengono un’altra e non si smuovono. Poi ci sono quelli che si danno sulla voce, sistematicamente, e non si capisce niente. Alla fine della serata i convinti sono ancora più convinti, e gli ostili ancora più ostili. Ed Enrico Mentana, dopo Antonella Clerici e Santoro, dovrà trovarsi un'altra ospitata.
In momenti non facili come questi, con una Rai che si sta appiattendo molto sui voleri del premier e con un giornalismo scritto sempre più virilmente cinico e anche baro, verrebbe anche da difendere Santoro. Ma lui, come un'aspide, morde subito. [...] Un suo cavallo di battaglia è la difesa della diversità: «Coltivando la nostra diversità siamo convinti che la democrazia sarà più forte». Vero, ma la demagogia non pare poi questa grande diversità. Ci sono problemi seri che rischiano di perdere credibilità perché qualcuno si prende troppo sul serio, fastidioso venditore ambulante della libertà.
(Aldo Grasso, Corriere della Sera)
E se spegnessimo la TV e provassimo a parlare con i nostri figli, giocare con loro, o invitassimo i nostri vicini di casa a cena, oppure...? metteteci quello che volete.
Sembra ormai assodato che una parte della magistratura stia travalicando i confini della propria giurisdizione, puntando a diventare una sorta di "terza camera" oligarchica e autoreferenziale, in antitesi al Parlamento democraticamente eletto.
La recente sentenza di cui tratta questo editoriale di Assuntina Morresi ne è un esempio lampante.
Altro capitolo dolente collegato al precedente è rappresentato da buona parte dei giornalisti italiani. I casi sono due: o costoro sono semplicemente ignoranti e incompetenti (e sarebbe grave), oppure sono in malafede (che sarebbe anche peggio).
In ogni caso, povera Italia.
Non bastava una classe politica iper-litigiosa e spesso non all'altezza della situazione?
La libertà, se non intende portare alla menzogna e all'autodistruzione, deve orientarsi alla verità, ossia a ciò che veramente noi siamo e corrispondere a questo nostro essere. [...] la libertà umana può consistere solo nell'ordinata concordia delle libertà.
-- Joseph Ratzinger
(Studi Cattolici, 430, dicembre 1996)
E' il dispotismo che puo' fare a meno della fede, non la libertà.
-- Alexis de Tocqueville